Programma “Biologi per il Rinnovamento”

Dall’intensa attività condotta negli ultimi cinque anni dalla consiliatura dell’Ordine Nazionale dei Biologi, con strumenti chiari e trasparenti, che tutti possono e dovrebbero consultare e che hanno conferito il giusto valore all’onestà ed alla trasparenza, deriva il nome conferito alla nuova lista. La parola d’ordine, d’altronde, è quella di dare continuità al “RINNOVAMENTO”. Ora più di prima. Calandosi sui territori, dialogando con le istituzioni, ascoltando la voce dei più giovani e di tutti i colleghi che intendano apportare iniziative e contributi delle loro esperienze, governando i cambiamenti dal basso, valorizzando e difendendo la categoria dall’abusivismo professionale, dai soprusi, partecipando attivamente alla costituzione dei nuovi Consigli direttivi regionali ed alla successiva elezione dei presidenti degli autonomi Ordini dei Biologi (così come prevede la Legge n. 3/2018 e così come recita il DM 23 marzo 2018). Perché governare il futuro nel segno del rinnovamento è veramente l’unica mission che conta per un gruppo che del “Rinnovamento” ha fatto la propria ragion d’essere, anche nel logo.

Da dove iniziare?

GLI ULTIMI ADEMPIMENTI

• In questi ultimi mesi che ci separano dall’apertura delle urne per le elezioni degli Ordini regionali, i “Biologi per il Rinnovamento” si adopereranno per:
1) Definire un protocollo d’intesa con Federfarma che preveda l’impiego dei Biologi italiani nelle farmacie anche per la somministrazione dei vaccini (non solo contro il Covid);
2) La costituzione della Fondazione dei Biologi;
3) La richiesta di iscrizione dei professori/ricercatori universitari e dei ricercatori non universitari all’Ordine senza sostenere l’esame di Stato;

4) La proposta al Ministero della Salute di una normativa coerente per valorizzare le prerogative del biologo nel settore della nutrizione;
5) Continuare un serrato confronto con le parti interessate relativamente al giusto inquadramento dei Biologi nella dirigenza presso gli Enti pubblici e privati con contratto sanità.

NUTRIZIONE E FILIERA ALIMENTARE

• A tutt’oggi, nonostante la Legge Istitutiva n. 396 del 24 maggio 1967, sancisca, per il Biologo iscritto all’Albo, la facoltà di “esercitare la professione in tutto il territorio dello Stato” (art. 2) e all’art. 3, oggetto della professione comma b), “la possibilità di valutare i bisogni nutritivi ed energetici dell’uomo, degli animali e delle piante”, il quadro normativo che riconosce il Biologo Nutrizionista va valorizzato.

Siamo pertanto convinti che occorra lavorare per l’ulteriore riconoscimento di tale figura professionale, parallelamente a quella che riguarda la Sicurezza Alimentare, attraverso un percorso che conduca alla completa valorizzazione ed all’istituzionalizzazione di un profilo che ha dimostrato, nel corso degli anni, di essere rilevante nell’ambito delle Professioni Sanitarie.
Da qui le proposte dei “Biologi per il Rinnovamento” volte a:

1) Farsi trait d’union per le istanze dei colleghi così da trasferirle alle Istituzioni preposte (Parlamento e Regioni) per la creazione di ulteriori ambiti tesi a tutelare e consolidare la figura del Biologo Nutrizionista nel vasto panorama delle Professioni Sanitarie;
2) Creare ed ottimizzare percorsi formativi mirati (corsi di Laurea magistrale, Master, Tirocini post lauream), con il coinvolgimento di atenei, enti di ricerca e primarie aziende del territorio, per la qualifica della figura del biologo nutrizionista, anche senza specialità;
3) Ampliare la possibilità di accesso alle Scuole di Specializzazione riconosciute e/o promuoverne l’attivazione laddove non siano presenti sul territorio;
4) Provvedere all’inserimento dei Biologi Nutrizionisti presso strutture pubbliche o private a scopo di apprendimento professionale;
5) Implementare le classi di concorso pubblico per il Biologo Nutrizionista presso strutture di sanità pubblica ed enti pubblici;
6) Istituire e implementare la figura del Biologo Nutrizionista di Famiglia e di Comunità soprattutto nelle scuole del territorio;
7) Continuare a lavorare, anche in termini di promozione e pubblicità, per diffondere la conoscenza della figura del Biologo Nutrizionista attraverso manifestazioni pubbliche;
8) Impegnarsi per l’attivazione di convenzioni con enti e strutture del Sistema Sanitario Nazionale (SSN) finalizzate al coinvolgimento ed all’inserimento dei Biologi Nutrizionisti nei relativi organici e/o in protocolli e progetti di ricerca;
9) Avviare una “Scuola Permanente di Nutrizione Clinica e Sportiva” che possa, tra l’altro, anche favorire l’inserimento nei Biologi Nutrizionisti nel mondo dello sport professionistico (pensiamo, a mo’ di esempio, alle società calcistiche);
10) Rimarcare il ruolo e le competenze del biologo nell’ambito della ristorazione collettiva (nutrizione, igiene alimentare, procedure di qualità, tutela della salute e della sicurezza, stesura capitolati d’appalto, esperto nelle commissioni giudicatrici e direttore esecuzione contratto negli appalti pubblici) e come esperto e garante della qualità e della sicurezza degli alimenti lungo tutta la filiera alimentare (asseverazione e certificazione processi, stesura protocolli e manuali, controlli di prodotto e di processo), chiedendo la modifica, da parte del Ministero della Salute, delle ultime “Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione ospedaliera, assistenziale e scolastica”.
11) Inserire il “Biologo Nutrizionista di Famiglia” come figura professionale riconosciuta dal SSN idonea a collaborare con il medico di medicina generale, per migliorare la prevenzione mediante assistenza nutrizionale e per combattere le malattie croniche degenerative;

STRATEGIA ONE HEALTH

• Nell’agenda programmatica dei “Biologi per il Rinnovamento” spicca l’impegno per la promozione della visione olistica “ONE HEALTH” – che si basa sul riconoscimento della salute umana, della salute animale e della salute dell’ecosistema come indissolubilmente legate tra loro – attraverso la costituzione di tavoli tecnici che coinvolgano le diverse competenze dei Biologi, per la ricerca di un linguaggio comune e per far sì che i Biologi stessi siano riconosciuti come professionisti in grado di fornire contributi importanti e specifici alla tematica, in sinergia con le altre professioni, ma con la consapevolezza, che deriva non solo dalla conoscenza, ma anche dalle stesse norme giuridiche, che le nostre competenze sono uniche, in quanto abbracciano gli aspetti biologici dell’ambiente e della diversità della Vita sul Pianeta Terra, in tutte le forme conosciute.

AMBIENTE

• In tempi di cambiamenti climatici e di obbligatorie azioni per la tutela dell’ambiente, coincise, per la prima volta nella storia della Repubblica italiana, con il varo di un Ministero ad hoc (Transizione Ecologica), assume sempre più rilevanza la presenza del Biologo Ambientale, autentico specialista al servizio della cosiddetta “rivoluzione verde”, soprattutto a livello territoriale, per uno sviluppo sostenibile, contro il degrado ambientale e la perdita di biodiversità.
La multidisciplinarietà che il Biologo acquisisce nella sua formazione rende questa figura ottimale per lavori e progetti che vedono implicati diversi habitat ( semplici e complessi ) nei quali la Biologia è parte fondamentale (es. applicazioni e progettazione per rimediare all’eutrofizzazione delle acque, valutazione e applicazioni nel recupero delle acque usate e depurate, bonifica di siti inquinati con microrganismi selezionati, gestione e direzione di siti di compostaggio, gestione e direzione di sistemi per la produzione di biogas da substrati organici, progettazione – gestione e direzione di impianti di depurazione biologica, campagne di ricerca applicata in campo marino, lacustre e fluviale ( zoo e fito plankton, macroinvertebrati), gestione di allevamenti ittici.

I “Biologi per il Rinnovamento” sono pertanto pronti a battersi per farsi conoscere e per promuovere, in un momento particolare, come è quello che stiamo vivendo, con il cambiamento climatico mondiale in atto e con tutti i risvolti da esso provocati, la conoscenza di questa specifica figura professionale non solo presso l’opinione pubblica ma anche e soprattutto presso tutti gli Enti e tutte le Amministrazioni che istituzionalmente trattano e gestiscono le delicate tematiche ambientali, che hanno sempre dei risvolti di tutela della salute pubblica, al fine di prevederne e assicurarne l’inserimento lavorativo e professionale nelle piante organiche dei predetti Enti e Amministrazioni, incluso il riconoscimento delle specifiche competenze e capacità professionali dei “Biologi Ambientali”.
A titolo esemplificativo, di seguito si elencano alcuni Enti e Amministrazioni che necessitano dell’indispensabile figura professionale del “Biologo Ambientale”, per poter assolvere compiutamente alle attività di loro competenza, alcune delle quali sono state anche indicate:
1) Amministrazione pubblica (PA) – con compiti e ruoli nei seguenti campi: tutela delle acque superficiali, sotterranee, di transizione e marino-costiere di balneazione; impianti di rifiuti urbani e il loro ciclo completo; depuratori; valutazioni ambientali; servizi parchi e giardini per la tutela e la gestione del verde urbano e di quello delle aree protette territoriali; parchi e giardini con cura della progettazione, gestione e valutazione delle essenze vegetazionali da utilizzare; verde naturale e stesura capitolati d’appalto, esperto nelle commissioni giudicatrici e direttore esecuzione contratto negli appalti pubblici del verde; gestioni oasi e riserve naturali; zone umide comunali; stabilità alberature; riforestazione urbana; rinaturalizzazione dei corsi d’acqua naturali e artificiali; ecologia del paesaggio e territorio; protezione fitosanitaria; utilizzazione agronomica dei reflui zootecnici, a tutela degli ecosistemi naturali; controllo infestanti e specie aliene; attività di educazione ambientale rivolta alla collettività (scuole e istituti del territorio di ogni ordine e grado e cittadinanza); bonifica dei siti contaminati, inclusi quelli delle discariche; monitoraggio delle matrici ambientali (acqua, aria, suolo); tutela di tutti gli ecosistemi locali; gestione dei procedimenti e delle attività riguardanti la tutela, il benessere e l’etologia degli animali, sia quelli d’affezione (cani e gatti), per la lotta al randagismo e al maltrattamento, che di quelli selvatici e per la gestione delle specie sinantrope e di quelle alloctone; esperto nei Progetti LIFE finanziati dalla Comunità Europea in ambito ambientale; morie di fauna selvatica (pesci, uccelli, cetacei, chelonidi, ecc);

2) Protezione Civile (gestione calamità ed emergenze biologiche e ambientali; ecologia sanitaria);
3) Principali gestori del servizio idrico integrato e dei servizi ambientali;
4) Agenzie Regionali per la Protezione Ambientale (ARPA);
5) Istituti Zooprofilattici e Aziende sanitarie locali per il servizio igiene e sanità pubblica (SISP) e igiene degli alimenti, in qualità di Micologi per le specie fungine eduli e nocive e della nutrizione (SIAN) e servizi di diagnostica clinica veterinaria e umana, come esperto nella gestione della fauna urbana esotica e autoctona, controllo dei focolai zoonotici e epizoonotici, sia in natura che negli allevamenti zootecnici, entomologia sanitaria; ecologia urbana ed etologia per la gestione di specie moleste, controllo specie aliene, lotte obbligatorie, controllo della fauna ittica e spiaggiamento mammiferi marini e tartarughe marine;
6) INAIL (per la sicurezza sui luoghi del lavoro);
7) ISPRA – ISS – Ministero della Salute e Ministero della Transizione Ecologica (per le competenze specifiche del Biologo Ambientale in materia sanitaria e ambientale);

Siamo inoltre convinti che occorra avviare un rapporto consolidato con il MiTE, Regioni, Camere di Commercio ed Associazioni di Categoria per valorizzare il ruolo del Biologo:

1) Nella progettazione e nell’implementazione di azioni volte allo sviluppo sostenibile nel conseguimento degli obiettivi di Agenda 2030;
2) Nel cogliere le opportunità del PNRR, negli ambiti dell’economia circolare e della bioeconomia;
3) Nei contesti di pianificazione e programmazione territoriale, per una valutazione integrata delle sostenibilità degli interventi, in modo da tenere in dovuta considerazione il comparto biotico.

Il nostro impegno è orientato principalmente verso l’occupazione ottimale del Biologo e nell’attivare più possibile Corsi e percorsi professionalizzanti per giovani Biologi per permettere loro la massima agevolazione nell’ entrare nel mondo del lavoro qualificato ed in linea con il Corso di Studi

In tale ambito, i “Biologi per il Rinnovamento” propongono anche:

1) La costituzione di una “Scuola Permanente in Legislazione e Tecniche Ambientali”;
2) La formazione di un “Gruppo di lavoro” attivo ed operante con ramificazioni e diramazioni a livello regionale e macroregionale nella “Ricerca Agro-Alimentare” ed un “Gruppo di Lavoro” che tratti la problematica inerente la “Qualità Ambientale” (con tutti i risvolti sopra citati);
3) L’attivazione presso le Università di Corsi di Specializzazione/Master per Gestori di Impianti di Depurazione Biologici;
4) Continuare a lavorare, anche in termini di promozione e pubblicità, per diffondere la conoscenza della figura del Biologo Ambientale, sia attraverso manifestazioni pubbliche, che a mezzo stampa, sia locale che nazionale;

È, inoltre intenzione dei “Biologi per il Rinnovamento” impegnarsi per il riconoscimento al Biologo con laurea triennale, della qualifica di “tecnico ambientale”.

BIOLOGIA SANITARIA

• Insieme con la Nutrizione, il campo della Biologia Sanitaria vede, da sempre, protagonisti Biologi che prestano la loro opera nel settore della Patologia Clinica, Microbiologia o Genetica Medica, negli ospedali, nei centri poliambulatoriali (pubblici e privati accreditati), nelle cliniche e nei laboratori analisi.

È anche a loro che i “Biologi per il Rinnovamento” si rivolgono proponendo quanto segue:

1) Implementare corsi di formazione teorico-pratici nei diversi campi della Medicina di Laboratorio;
2) Promuovere interventi legislativi a tutela dei Biologi operanti nei servizi di laboratorio;
3) Costituzione di tavoli permanenti sullo studio delle tematiche emergenti;

4) Attivazione di uno sportello specifico riservato ai Biologi Sanitari (regolamentazione e formazione)
5) La concertazione, con il Ministero della Salute, per il varo e l’adozione del tariffario dei laboratori di analisi;
6) La realizzazione del “Laboratorio dei Servizi” per una sanità di prossimità;
7) La richiesta di un ruolo paritario tra Medici e Biologi nella diagnostica di laboratorio e nella procreazione medicalmente assistita (PMA);

BIOTECNOLOGIE

Le Biotecnologie, suddivise in red, white and green, rappresentano la branca più tecnologica e a rapida crescita della cosiddetta “Biologia applicata”. La produzione scientifica del settore biotech si colloca infatti nel primo decile a livello mondiale segnalando una produttività estremamente elevata dei ricercatori italiani (The European House – Ambrosetti, 2019). Inoltre, l’intensità di ricerca del settore biotech risulta essere significativamente superiore a quella rilevata per l’industria italiana nel suo complesso. Gli investimenti in R&S biotech sostenuti dal comparto, costituiscono il 3,4% degli investimenti in R&S sostenuti dall’intero sistema produttivo nazionale, pur rappresentando – le imprese biotech – solo lo 0,02% del totale di quelle italiane.
Infine, dal 2009 al 2016, presso l’ufficio Italiano “Brevetti e Marchi” sono state depositate mediamente 118 domande di brevetto per anno nel settore biotecnologico prevalentemente da Università ed Enti pubblici di ricerca.
Tali numeri hanno messo in evidenza un settore in crescita esponenziale al quale, secondo noi, l’Ordine dei Biologi deve conferire necessariamente una sezione dedicata.
I “Biologi per il Rinnovamento” sono pertanto pronti a garantire, per la prima volta nella storia della nostra categoria, una “Rappresentanza di Biotecnologi” inserita nelle liste nazionali, che possano farsi portavoce dei colleghi a livello nazionale e regionale e possano sedere ai tavoli tecnici del Governo per promuovere il lavoro svolto e supportare la categoria con proposte di legge a favore del comparto.
Occorre inoltre stabilire un rapporto consolidato con il Ministero della Salute, il Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita (CnBBSV), l’Associazione nazionale per lo sviluppo delle Biotecnologie (Federchimica-Assobiotec), le Università, gli Enti di Ricerca, le Industrie nazionali e le Associazione di categoria, così da garantire un supporto ed un miglior indirizzamento dello specialista Biotecnologo nel tessuto lavorativo locale.
Infine, dato l’ampio campo applicativo delle Biotecnologie e la costante evoluzione di tecnologie quali ad esempio la next generation sequencing, gli RNA messaggero, gli anticorpi monoclonali, la CRISPR-Cas9, si rende necessario organizzare congressi, eventi di formazione, corsi di aggiornamento ed attività professionalizzanti specifici per i Biotecnologi.
Come “Biologi per il Rinnovamento” siamo pronti a rappresentare la categoria dei Biotecnologi, ed impegnarci per inserirli in tutti i campi di applicazione specifici dove fino ad ora sono stati esclusi, in modo tale che sia finalmente il Biotecnologo, sostenuto e protetto dall’intera categoria professionale dei Biologi, a parlare di Biotecnologie e venga promossa così questa rivoluzionaria figura professionale presso gli organi di governo e l’opinione pubblica.
L’unione fa la forza!

BENI CULTURALI

• Quella del Biologo, è risaputo, rappresenta una professione scientifica al servizio dell’arte, l’unica in grado di risolvere, ad esempio, il problema di batteri, alghe, funghi e muffe, da sempre nemici di tavolozze, pennelli e scalpelli. Va da sé, dunque, l’importanza dei Biologi nella conservazione, valorizzazione e tutela di tele, reperti e monumenti custoditi nei nostri musei e nei parchi archeologici. Tuttavia ancora oggi tale figura professionale trova scarso impiego nel campo della tutela dei beni culturali.
Da qui, secondo i “Biologi per il Rinnovamento”, l’importanza di insistere e rafforzare la promozione di ulteriori azioni di sviluppo e sostegno della categoria anche nel campo della Biotutela dei beni culturali;

COSMETOLOGIA

• Altra figura chiave nel cosiddetto “albero delle competenze” che è proprio della grande famiglia dei Biologi italiani, è quella del Cosmetologo per il quale, come “Biologi per il Rinnovamento”, siamo pronti ad impegnarci per l’inserimento presso aziende specializzate nella produzione di prodotti cosmetici.
A tale scopo, siamo convinti che occorra:

1) Attivarsi presso le università per istituire appositi percorsi formativi in Scienze e Tecnologie Cosmetiche;
2) Organizzare eventi sul territorio che avvicinino i Biologi interessati al mondo della cosmetologia e della cosmetica.

TUTELA DELLA SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO

• Siamo convinti che occorra promuovere la tutela della salute e la sicurezza sul lavoro nella professione attraverso:

1) Interventi formativi mirati;
2) Lo sviluppo di sistemi di gestione in accordo con i principali standard di riferimento (UNI ISO 45001: 2018; UNI ISO 35001: 2021);
3) Rapporti di collaborazione con INAIL;
4) Diffusione della valutazione del rischio biologico come strumento di prevenzione, non solo in ambito strettamente sanitario.

Ci muoveremo, inoltre, per costituire una convenzione con UNI (l’Ente nazionale italiano di unificazione) che possa consentire l’acquisto, agli iscritti all’Ordine, di “norme tecniche” a costi ridotti, oltre che per promuovere i cosiddetti modelli standard (leggi ISO: l’organizzazione internazionale per la standardizzazione) e le relative prassi di riferimento (con interventi formativi mirati), attivando, all’occorrenza, una newsletter direttamente dal mondo ISO-EN-UNI.

SCUOLE DI SPECIALIZZAZIONE

• Sul versante delle Scuole di Specializzazione, è nostra intenzione impegnarci, insieme con Atenei universitari e Primarie Società Scientifiche, per l’ampliamento dei percorsi di specializzazione e per l’aumento dei posti riservati ai Biologi. Riteniamo inoltre che, in tal senso, occorrerà attuare azioni migliorative delle condizioni retributive, formative e professionali dei Biologi specializzandi.

Pensiamo, tra l’altro, a:

1) Chiedere di aumentare i posti messi a concorso per le Specializzazioni;
2) Attivare corsi di preparazione per accesso alle Scuole di Specializzazione;
3) Rafforzare la formazione di Biologi Embriologi nel segmento professionale della Procreazione Medicalmente Assistita e della Seminologia nell’ambito della scuola di specialità di genetica;
4) Collaborare con le altre figure sanitarie non mediche (Chimici e Fisici) per la realizzazione di una scuola di specializzazione sul tema “igiene, sicurezza, ecotossicologia, ambiente”, secondo la strategia “One Healt”, che possa permette l’accesso con ruolo dirigenziale ai concorsi pubblici nei dipartimenti di prevenzione delle ULSS, nelle ARPA e nelle Regioni e in tutti gli Enti e Amministrazioni con competenze in materia di ambiente e salute pubblica.

COMUNICAZIONE, RICERCA ED EVENTI
• Agendo in continuità con quanto fin qui prodotto dall’ONB sul versante delle politiche ordinistiche legate all’implementazione dei media e, più in generale, alla comunicazione con gli iscritti (siti internet, webzine, magazine, newsletter, ecc.), è nostra intenzione:
1) Insistere sulla promozione e sull’organizzazione di appositi “Gruppo di lavoro tematici”, formati da Biologi, per la stesura di articoli scientifici da pubblicare su riviste accreditate;

2) Proseguire con la promozione di eventi, giornate e convegni scientifici di caratura nazionale ed internazionale, volti a dare prestigio e rilevanza alla figura del Biologo, con il coinvolgimento di scienziati e protagonisti di primo piano del mondo della ricerca scientifica;
3) Promuovere percorsi di formazione all’estero per i giovani biologi al fine di formare i nuovi biologi rendendoli competitivi a livello internazionale.
4) Promuovere scambi e armonizzazione delle attività fra tutti gli ordini territoriali, per il potenziamento della professione del biologo;
5) Sviluppare sinergie con gli ordini delle altre professioni sanitarie e che si occupano di tematiche ambientali per azioni formative e di crescita professionale.

FORMAZIONE ECM e SUL CAMPO

• Il successo di percorsi come “Formare informando” e di altri progetti didattici portati avanti, nel corso degli anni, sempre in maniera gratuita, rappresentano un po’ il fiore all’occhiello della nuova stagione ordinistica inaugurata dai “Biologi per il Rinnovamento”. Il che spinge il nostro gruppo a muoversi lungo lo stesso solco fin qui tracciato, per potenziare e migliorare ulteriormente l’offerta formativa riservata agli iscritti con l’incremento del programma ECM e per l’organizzazione di nuovi corsi di pratica e di formazione sul campo.

Nel programma della nostra Lista non possono dunque che trovare ampio spazio:

1) L’allestimento di corsi di alta formazione scientifica su tematiche di interesse professionale per la categoria creando collegamenti con le Università del territorio
2) L’istituzione di corsi di formazione professionale, tirocini pratici e didattici di orientamento e/o preparazione alla prova d’Esame per l’iscrizione all’Ordine dei Biologi;
3) Lo stanziamento di Borse di Studio da Destinare a Biologi in formazione specialistica.
4) La costituzione di un “Tavolo della Ricerca” con università ed enti primari di ricerca con il coinvolgimento di docenti, scienziati e ricercatori;
5) La creazione di un “Gruppo di lavoro in Tecniche e Tecnologie Omiche”;
6) La promozione degli “Open day”, valido strumento di interfaccia costante col mondo delle imprese che si confronta con quello della scuola;
7) La promozione di momenti di confronto con i sindacati di categoria (ANAO, CISL, CGIL, UIL etc.)
8) Istituzione di una scuola di alta formazione in Tricologia.

ABUSIVISMO
• Ordine dei Biologi vuol dire anche tutela della professione. Lo dimostra la caccia serrata che il nostro ufficio legale ha dato, in questi ultimi cinque anni, agli “abusivi”, con numerose denunce.

Da qui l’importanza di dover continuare lungo questa strada tutelando le competenze professionali da abusivismo e “invasioni” di campo da parte di altre categorie professionali prive di competenze specifiche, nonché dei requisiti di Legge.

GIOVANI BIOLOGI

• Come “Biologi per il Rinnovamento”, siamo da sempre fautori del dialogo costante e continuo con le istituzioni: Regioni, Province, Enti locali, ma anche mondo della didattica (scuole e università). È questo, infatti, a nostro giudizio, il primo fondamentale step per l’orientamento di tanti giovani da avviare, poi alle future scelte professionali.
Ed è per questo che, come gruppo, proponiamo il varo di Commissioni di studio ad hoc di caratura nazionale, che possano trarre linfa ed ispirazione dalle dinamiche occupazionali legate alle professioni intellettuali e che vedano il prioritario coinvolgimento dei giovani Biologi.
Allo scopo, prevediamo la creazione di uno Sportello Virtuale dedicato ai giovani per fornire supporto riguardo le attività lavorative dei nostri settori e far conoscere le opportunità professionali presenti sul territorio.

BIOLOGIA ALLA PARI

• A tutt’oggi “Pari opportunità” ed “Eguaglianza” non possono essere solo due parole buttate lì a caso, soprattutto in un ambiente lavorativo delicato come il nostro, dove sono sempre più numerose le donne che svolgono la professione di Biologhe, nei diversi settori di competenza specifica.
Da qui, dunque, l’impegno dei “Biologi per il Rinnovamento” per tutelare e garantire la parità di genere in ogni settore, sia ordinistico che dell’ambito lavorativo specifico, anche al fine di assicurare un corretto principio giuridico.

All’uopo, è intenzione dei Biologi per il Rinnovamento:

• Favorire ed incentivare la presenza, nei diversi Gruppi di Lavoro dell’Ordine, di un numero paritetico di donne;
• Creare uno “Sportello Pari opportunità” al fine di fornire alle colleghe Biologhe tutte le informazioni legislative e professionali per la tutela di genere.

BIOLOGI EUROPEI

• Il gruppo dei “Biologi per il Rinnovamento” non nasconde la propria vocazione europea. Proprio per questo si propone di:
1) Favorire contatti internazionali per costituire reti di aggregazione con i colleghi e le associazioni di Biologi europei atte alla reciproca conoscenza, alla salvaguardia ed alla rappresentatività della professione in ambito continentale;
2) Promuovere l’interscambio professionale attraverso attività scientifiche e progetti comuni di respiro internazionale. Il tutto nel pieno rispetto delle normative europee;
3) Proporre lo status di “Biologo europeo” con i vari settori di attività e con l’automatismo del reciproco riconoscimento della qualifica in ambito EU.